Il Fondatore
DON GIUSEPPE PEDERZINI nasce a Castellano il 21.2.1883 ed è ordinato sacerdote il 29.6.1908. E' cappellano a Verla di Giovo, Aldeno ed Ala e diventa curato a Marco, Patone e Romagnano. Due tra i fratelli di Don Giuseppe Pederzini, Suor Alma e Don Carlo, metteranno come lui la vita al servizio della Chiesa. L'attività pastorale di Don Giuseppe Pederzini nella pieve di Lizzana ha inizio nel 1923, dopo la morte dell'Arciprete Don Gio Batta Panizza, col quale il Pederzini ha intrattenuto una fitta corrispondenza. Dopo la morte di Don Panizza, nella piof si crea una situazione difficile: una fazione contestatrice si oppone alla venuta del parroco designato dalla Curia, avvalendosi, nella protesta, di un antico diritto secondo il quale la popolazione di Lizzana ha la facoltà di accettare o proporre il nuovo pastore. E così, il nuovo parroco Don Giuseppe Pederzini da Castellano, scelto dai paesani, prende possesso della parrocchia. In quest'occasione i fascisti locali incitano la banda di Mori, invitata per i festeggiamenti, a suonare l'inno dei fasci littori. Per poco non sorgono gravi inconvenienti, e la richiesta è lasciata cadere solo per la convinzione che la banda non sappia suonare tale inno. Nel frattempo il Ricreatorio, sorto nel 1921 ad opera del defunto Don Gio Batta Panizza, è diventato il centro delle più svariate attività. Si arriva così alla benedizione ed all'inaugurazione ufficiale di quest'opera, la terza domenica di maggio 1924: Don Giuseppe Pederzini si trova a dover risolvere i problemi economici che gravano sul Ricreatorio.
Nasce la Banda
Dagli atti istitutivi della banda di Lizzana non si può ricavare una data precisa di fondazione: fu durante l'inverno del 1926-27 che un gruppo di appassionati di musica, supportati dall'Arciprete Pederzini, decide di iniziare le lezioni di teoria musicale (il primo corso di solfeggio) con l'aiuto del maestro GIOVANNI SIMONCELLI. Si riuniscono quindi 2 volte la settimana presso il Ricreatorio. Nasce così un'associazione il cui scopo è quello di realizzare uno svago a fine educativo in grado di proporsi in alternativa ai pochi diversivi cittadini quasi del tutto inesistenti nel paese. L'arciprete Don Giuseppe Pederzini rintraccia a Trento, affrontandone l'ingente spesa d'acquisto, il primo nucleo di strumenti musicali (di seconda mano) da consegnarsi ai giovani allievi, strumenti portati a Lizzana il 28.1.1928 su un carro da bestiame trainato da due buoi (o forse da un cavallo): l'ingresso del carro in paese é trionfale. Questo gesto di Don Giuseppe Pederzini sarà il primo di una lunga serie di aiuti economici e morali che permetteranno lo sviluppo del complesso. Sotto la guida poi del primo maestro strumentista GEDEONE GAZZINI, impiegato in municipio, si da inizio alle prove d'assieme, partendo con 15 suonatori, alcuni giovanissimi: MARIO SIMONCELLI, FLORIANO GARNIGA, GUSTAVO AZZOLINI, CORNELIO ZENI, LINO SIMONCELLI, PIO PREZZI, LUIGI TOMASI, ANTONIO BRUSCHETTI, LODOVICO CATTOI, MARIO PREZZI, FRANCESCO SIMONCELLI, GIUSEPPE PREZZI, ANTONIO CATTOI, RICCARDO GARNIGA, GIUSEPPE POZZER.
Le testimonianze dei soci fondatori
Attualmente sono solo due i rappresentanti viventi dei primi soci fondatori: Luigi Tomasi e Francesco Simoncelli. Una memoria di ferro ed una passione smisurata per la musica contraddistinguono Luigi Tomasi, 85 anni portati con disinvoltura e tanti, tantissimi ricordi del mondo bandistico nel quale ha fatto il suo ingresso 70 anni fa e che lo vede ancora impegnato. "Abbiamo iniziato in 45, nel 1927, ad imparare la musica e poi siamo rimasti una quindicina, quelli che ci sono sulla foto. Io all'inizio suonavo il trombone a tasti, ma in seguito, con l'arrivo di nuove leve, mi hanno dato il bombardino. Negli anni '30 ho suonato anche nelle bande militari, suonando sempre il bombardino: ormai le romanze le suonavo a memoria dopo un paio di prove. Sì, perché tempo fa si suonavano sempre 5-6 pezzi classici operistici in ogni concerto, non come adesso... Verso la fine degli anni '40 mi è stato chiesto di andare a suonare nella banda di Rovereto e così, per un certo periodo, ho fatto parte di entrambe le bande, ma poi, dal 1959, sono rimasto nella Cittadina, dove ho suonato per circa 45 anni, vedendo cambiare 7-8 maestri. Ho sempre suonato anche nelle fanfare degli Alpini ed attualmente suono nella fanfara degli Alpini di Trento. Mi ricordo della banda quella volta che ci hanno chiamati alla registrazione di un film: si rappresentava il matrimonio di un ammiraglio o qualcosa di simile, la troupe era tedesca e si registrava sul Lago di Garda. Ci hanno fornito le divise, i pasti e ci davano pure 3.000 Lire al giorno: insomma, ci trattavano come i "siori": erano i primi anni '50. Ricordo anche quando ho iniziato ad andare con la banda di Rovereto: c'erano delle persone di Lizzana contrarie a questo. Una sera stavo andando all'oratorio per prendere lo strumento da utilizzare a Rovereto. Trovai però la strada sbarrata da 3 dirigenti della banda che mi accusarono di essere un traditore!!!" Capelli bianchi, classe 1907, una vitalità da fare invidia, questo è Francesco Simoncelli, uno dei primi a Lizzana ad imparare la musica nel lontano 1927. "Mi ricordo quando sono arrivati gli strumenti da Trento con il carro. Nel 1928 sono partito militare ed è stata una fortuna sapere la musica ed essere capace di suonare, perché mi hanno mandato a Conegliano Veneto in una Banda militare: tutte le domeniche si andava a fare un concerto a Venezia. A Lizzana suonavo il bombardino, ma in quella banda militare mi hanno dato il basso. Quando sono tornato da militare ho ripreso a suonare a Lizzana, questo fino agli anni'40, mentre dopo la guerra la famiglia ed impegni nelle altre associazioni del paese mi hanno impedito di continuare con la Banda. Tuttavia, ne sono sempre stato appassionato e ne seguo i concerti. Tra le molte esperienze con la Banda, ricordo con molto piacere quando nel 1936 la Banda mi ha fatto la sorpresa di venire a suonare nel cortile di casa mia per il giorno del mio matrimonio."
I primi anni
Alla chetichella, per l'occasione di San Giuseppe, si riesce ad improvvisare una manifestazione nell'Oratorio, con sorpresa ed entusiasmo del pubblico e commozione dell'Arciprete.
E' però alla processione del Corpus Domini che la Fanfara di Lizzana si presenterà ufficialmente al pubblico.
La fanfara di Lizzana, anche se ai primi passi, sentiva ugualmente l'esigenza di organizzare qualche momento di incontro collettivo al di là delle pure e semplici prove, una qualche festa che testimoniasse e rinsaldasse lo spirito di amicizia e di socialità che caratterizzava i 15 appartenenti del complesso.
In novembre, sull'esempio di una riunione conviviale (qualche panino imbottito annaffiato da un bicchier di rosso non pastorizzato) indetta dal Coro, una delle istituzioni allora maggiormente in auge, si pensò di organizzare una castagnata.
I soldi non erano però sufficienti per l'acquisto delle castagne: le si chiesero gratis all'allora direttore della Cooperativa, , "n'om taià zo col focol", che voleva però un ordine del presidente. Gli organizzatori della festa andarono allora dal presidente: questi stava mungendo nella sua stalla, e li rimandò dal direttore, che irremovibilmente si oppose di concedere le castagne senza ordine scritto.
I bandisti perdettero la pazienza... e pagarono di tasca propria gli ingredienti per la festa.
Le castagne (ed il vinello) si rivelarono eccellenti, e l'allegria portò ad una simpatica pensata: uno scherzo ai danni di presidente e direttore.
Finita la festa, i bandisti raccolsero tutte le bucce e le pressarono in un pacchetto, legato poi ben fisso ed indirizzato "Al gentilissimo Presidente della Cooperativa di Lizzana...".
Quando il pacco fu aperto, le bucce di castagna compresse schizzarono sui due.
Il Presidente allibì ed al direttore non rimase che leggere il messaggio inserito nella busta accompagnatoria: "Restituiamo le castagne, pagate, con mille ringraziamenti."
Nell'autunno 1928 il maestro Gazzini si dimette per ragioni di salute e prende la direzione il diplomato maestro triestino LINO ADDOBBATI: esegue un lavoro di perfezionamento durante l'inverno, per poi condurre, nel 1929, il complesso fuori dalla valle, portandolo alle manifestazioni diocesane e decanali di Pinè: il gruppo (di matrice parrocchiale e fortemente legato all'Azione Cattolica) comincia ad essere richiesto per accrescere la coreografia di feste religiose e patriottiche.
Nel 1931 il complesso istituisce una propria direzione ed amministrazione: si nomina un "Capo fanfara", con le funzioni di dirigente amministrativo e di maestro: guidano allora la fanfara prima Giovanni Simoncelli, poi Lodovico Cattoi.
Dopo un felice momento, segue un periodo di difficoltà a causa dell'assenza di un maestro (Lino Addobbati dirige la Banda di Rovereto nel 1930; nel 1932-1933 invece è direttore dell'Orchestra stabile roveretana), a cui si aggiunge il delicato e teso momento politico: il Governo fascista, in ostilità con le istituzioni cattoliche, fa chiudere nel mese di maggio tutti gli Oratori, imponendo al parroco, tramite il maresciallo dei Carabinieri, di scogliere le varie istituzioni ed associazioni cattoliche. Il Ricreatorio è così chiuso e nel momento della sua riapertura gli verrà cambiato il nome in "Oratorio".
I suonatori, intanto, si rassegnano alla frequenza delle sole prove musicali, fatte in uno scantinato della canonica.
Il legame con l'Arciprete rimane sempre forte: per celebrare la prima messa del fratello don Carlo Pederzini la fanfara (è il 16.7.1933) realizza un memorabile servizio recandosi a piedi, in una giornata afosa, fino a Castellano, seguiti da un carro carico di strumenti e trainato da un cavallo.
Nel 1935 si nomina il primo direttivo ed è dello stesso anno il primo Statuto.
Il 4.1.1935 (anno VII) avviene la prima adunanza (straordinaria) dei componenti della Fanfara di Lizzana: la direzione risulta composta dal Capo Fanfara Pio Prezzi e dai 2 aiutanti Riccardo Garniga e Lino Simoncelli.
Si propongono i doveri d'ogni singolo suonatore, che vale la pena riportare:
- Stare agli ordini della direzione e ai consigli del M.R. (Molto Reverendo, ndr) don Giuseppe Pederzini
- Comportarsi disciplinatamente tanto alle prove come a concerto
- Aver massima cura del proprio strumento considerandolo come proprio
- Assiduità e puntualità all'orario stabilito dalla direzione
- Aver massima cura della musica a loro consegnata
- Accettare le osservazioni del maestro senza reagire
Ogni suonatore ha il diritto:
- Che la fanfara prenda parte ai funerali dei genitori (anche secondi) della moglie e dei figli purché abbiano raggiunta l'età dei 3 anni (anno di nascita).
- Che la fanfara prenda parte ai funerali dei fratelli consanguinei che non siano sposati e che abbiano raggiunta l'età dei 7 anni pagando in questo caso mezza richiesta.
- Che la fanfara prenda parte alle nozze del proprio matrimonio purché queste siano di domenica o di sera tarda.
- Il suonatore che avendo compiuto i 10 anni di servizio o lascia la fanfara per un forte motivo ha il diritto che essa prenda parte al proprio funerale.
- Il suonatore che per un semplice motivo abbandona la fanfara prima di aver raggiunto i 10 anni di servizio perde ogni diritto.
Il primo bilancio riporta cifre che a tutt'oggi ci appaiono curiose: 105 lire di entrate, 94.75 di uscite.
Il complesso raggiunge i 20 elementi.
Dal 1936 inizia a partecipare alle cerimonie in Castel Dante: a titolo di curiosità, tale servizio veniva pagato con 20 lire, poi 35 ed infine 60 nel 1939.
Durante questo periodo, le mansioni di capo fanfara sono esplicate da Pio Prezzi, che rassegna le dimissioni per motivi di lavoro il 20.3.1937, venendo sostituito alla direzione da Mario Prezzi e come maestro da Gustavo Azzolini.
Nel 1938 ricorre il decennale di attività, festeggiato con forte impegno da parte di molti.
Si stabilisce il giovedì come giornata di prove settimanali e si rivedono i diritti dei suonatori (ancora imperniati sui concetti di funerale e matrimonio).
Il 1.8.1939, dopo lunghe trattative, Don Giuseppe Pederzini firma l'atto notarile col quale diventa proprietario dell'Oratorio. Questo per salvare l'opera fatta edificare da Don Panizza, ultimamente gravata da molti debiti. Don Giuseppe Pederzini è instancabile nella ricerca delle somme necessarie e nel 1944 riesce a saldare i debiti.
Nel frattempo, nel periodo 1940 - 1945, la fanfara deve chiudere l'attività: molti, troppi sono i suonatori chiamati alle armi.
La rinascita
Dopo la II^ guerra mondiale la vita nella pieve riprende lentamente, e l'Oratorio diventa la sede delle varie istituzioni (Fanfara, Circolo Giovanile, Azione Cattolica, Coro parrocchiale).
Nel 1946, ritornati i soldati ed i prigionieri, riprendono i contatti per la ricostruzione della fanfara. Subendo, in un primo periodo, le conseguenze del dopoguerra e dei nuovi ideali politici, si incorre nel pericolo di uno sfaldamento; poi, grazie alla tenacia ed alla volontà di alcuni, il complesso rinasce, si rinvigorisce e si potenzia maggiormente. E' così che la Fanfara, introducendo gli strumenti ad ancia, si trasforma in Banda.
Strumenti e partiture sono stati fortunosamente salvati durante la guerra. Nei verbali viene trascritto "Negli anni 1940-41-42-43-44 e 45 la Fanfara ebbe un lungo, forzato periodo di inattività causato dalla recente disastrosa guerra che ebbe a privare il nostro Corpo Musicale di vari componenti. Ora con la pace ed il ritorno degli assenti, ci ripromettiamo di guadagnare il tempo perduto e di arrivare a quelle aspirazioni che da molto tempo per le cause sopra accennate abbiamo dovuto protrarre; e cioè: donare al nostro paese non più una Fanfara ma una graziosa e ben istruita "Bandina"."
I primi incontri (presidente ancora Mario Prezzi) avvengono al ricreatorio, con i vecchi suonatori e molti altri ragazzi che chiedono di apprendere la musica.
E' necessario tuttavia rintracciare un buon maestro ed è una fortunata circostanza l'incontro con il signor VALERIO ANZELINI, un anziano dipendente comunale già buon solista flicornista anche in orchestre d'opera (e nel passato suonatore presso la Banda di Rovereto, nonché direttore dal 1934 al 1938 della Fanfara Alpina del Dopolavoro intitolata a Carlo Candelpergher), capace di trascrivere ed armonizzare molta musica per banda.
Al maestro Anzelini viene affidato l'insegnamento a Lizzana, in un corso speciale per 18 giovani: sarà un lavoro condotto a ritmo serrato, assecondato dalla passione dei giovani che già dopo qualche mese (il 1.5.1946) entreranno nelle file del complesso, rafforzando l'idea di trasformare la fanfara in una banda.
L'apporto di nuovi suonatori è in quantità e qualità tali da fare insorgere però tutta una serie di nuovi problemi per la fornitura di strumenti e partiture.
Si ricorda che nell'immediato dopoguerra Mario Prezzi e Giuseppe Azzolini ricorsero al bisogno di un camion di ferro-vecchio per recarsi a Verona e poter trattare in piazza Brà la compera di alcuni strumenti.
Il primo fondo per l'acquisto degli strumenti, dato dall'Arciprete, veniva costantemente rinforzato con le offerte del medesimo per la manutenzione e l'acquisto di nuovi strumenti.
Gradualmente allora, come le finanze dell'istituzione consentono, si acquistano gli strumenti (principalmente clarini) e la trentina di suonatori si potenzia ad oltre quaranta, mentre il maestro Anzelini, che nel frattanto ha assunto anche il compito gratuito di dirigere il complesso, inizia le prove generali. Ed è la seconda piacevole sorpresa, perché il maestro dimostra una capacità nel trascrivere ed armonizzare partiture, brani ed esecuzioni superiore ad ogni aspettativa.
Il primo concerto nel dopoguerra ha luogo il 4.5.1946 in Lizzana, in occasione della festa del patrono San Floriano, per il merito dei 35 suonatori, alcuni di essi impegnati in una recita teatrale ed in una lotteria per sostenere le nuove esigenze. Tali iniziative (accompagnate dai vasi della fortuna) si ripeteranno poi con costanza.
E' interessante uno sguardo ai bilanci: le entrate per l'anno 1946 (ammontanti a L. 70.695, di cui L. 22 a riporto dell'anno 1939 - cifra divenuta ormai irrisoria - ) sono da attribuirsi principalmente ai ricavati di lotterie e recite teatrali (L. 44.173) ed alle donazioni (L. 25.500); solo per una minima parte sono dovute ad un servizio svoltosi il 27.10 in Rovereto (L. 1.000!!!).
Il 1.12.1946 viene approvato "il regolamento degli eventuali servizi e prestazioni da svolgere dal Corpo Musicale, approvato dalla direzione e dai componenti la Banda, dal sig. Arciprete e dalla Direzione del Ricreatorio":
- Il Corpo Musicale deve mantenere un contegno completamente apolitico.
- Per mantenere la completa apoliticità la Banda non prenderà parte a nessuna manifestazione di colore, a comizi ed adunanze di partiti politici, da qualsiasi parte provengano le richieste di partecipazione.
- Sentito il parere della maggior parte i componenti il Corpo Musicale rimane facoltà della Direzione il decidere di partecipare o no a feste e spettacoli organizzati a scopo di beneficenza da uno o l'altro dei partiti, sempre attenendosi alle clausole dell'art. n. 2 e qualora siano organizzate con la massima serietà onde non sia in nessun modo pregiudicato il nome e la dignità del nostro Corpo Musicale.
- La Banda prenderà parte ove fosse necessario, a tutte le ricorrenze e solennità religiose, come pure alle processioni di ricorrenze solenni.
- Se richieste e ritenuta l'opportunità di partecipazione la Banda prenderà parte a tutte le feste nazionali e ricorrenze civili, come p.e. il primo maggio, festa del lavoro, il 4 novembre ecc., cioè le feste e ricorrenze di pubblica collettività onde non risalti in nessun modo distinzioni di partito.
- Il Corpo Musicale terrà doveroso di partecipare sempre se regolarmente richiesto a tutti gli eventuali ricevimenti di personalità sia del clero come pure a quelle civili, sempre però che all'art. 2, per le seconde sunnominate, non si presentino come rappresentanti di partiti politici, ma bensì come Autorità di Governo.
Nel 1948 si acquistano i nuovi berretti. Per Natale, a ringraziamento dei servizi prestati, si regala al maestro Anzelini un fanale a dinamo per la bicicletta antidiluviana che lo porterà fino al 1963 in quel di Lizzana.
Il 6.5.1948 si festeggia il primo ventennio organizzando una festa popolare con "gara ciclistica a lumaca e corsa podistica nel paese, corsa nei sacchi e delle carriole con le rane, tiro alle pignatte e con gli anelli alle bottiglie, pozzo di San Patrizio e Albero della Cuccagna con ricchissimi premi, tiro a segno ed altri giochi attraenti", ma anche l'aspetto religioso non viene trascurato: nel volantino di invito alla popolazione spiccano le seguenti parole: "Nella ricorrenza del 3° anniversario della fine della guerra, sempre memori e riconoscenti a Maria Santissima per l'incolumità in cui è stato preservato il nostro paese, la Banda invita l'intera popolazione a prender parte al pellegrinaggio per impetrare dalla Madonna del Monte nuovi favori."
L'anniversario è l'occasione giusta per sollecitare la generosità dei compaesani: si fa circolare il seguente volantino:
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MUSICA CIRCOLO RICREATIVO LIZZANA
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Egregio Signore !
La Direzione del Corpo Bandistico nella ricorrenza del suo I° ventennio di vita si appella alla comprensione di tutti, amici e simpatizzanti ed in particolar modo a tutte quelle persone che hanno vivo attaccamento e seguono con passione ed interessamento l'attività del nostro Corpo Musicale. Noi confidiamo nella generosità di tutti affinché, secondo le Loro possibilità ci aiutino a far fronte alle spese ordinarie e per urgenti necessità cui abbisogna la nostra Musica, specie per l'istruzione e preparazione di molti giovani. Noi, malgrado la nostra buona volontà non riusciamo a far fronte ai continui bisogni e difficoltà non indifferenti che da soli non riusciamo a portare a termine. Per questo noi ci rivolgiamo fiduciosi alla generosità ed, all'unione che ancora esiste nel nostro Paese che concorrendo con il suo contributo ci permetta la continuazione e la perfezione del nostro Corpo Musicale che è un vanto per il nostro Paese e una Istituzione che tiene raggruppato con passione, orgoglio e disinteressato attaccamento un bel numero di giovani. Facciamo affidamento alla Vostra comprensione e fiduciosi di essere il più possibile aiutati anticipatamente ringraziamo.
Distinti saluti.
La Direzione
ATTENZIONE: Appositi incaricati passeranno a raccogliere le Vostre generose offerte, che avrete la compiacenza di mettere nella stessa busta, sigillandola.
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L'8.10.1948, per l'ennesima volta, si modifica il regolamento del diritto d'ogni singolo componente, rimanendo però sempre molto simile ai precedenti. Si varia pure il regolamento da tenersi in caso di servizio per funerali e servizi vari. Ormai si pensa a dare un segno distintivo ai componenti il corpo bandistico ed il primo passo è l'acquisto dei berretti, che avviene a Schio nel dicembre del 1952 (al prezzo di L. 73.910). Durante questi anni, il trasloco della banda in località distanti dal paese avviene normalmente a mezzo di camion: nel 1953 (verso il 10.5), per un concerto organizzato dai Salesiani in Trento, si usa una corriera. All'altezza del ponte sul Leno, uno scossone più forte degli altri fece rotolare il tamburo, assicurato sull'autocarro, giù fin sul greto del torrente. Nessuno però se ne accorse, fino al momento dell'arrivo. Dopo aver eseguito il concerto (con un analogo strumento prestato dalla banda di Trento), si ritornò a casa. Per 25 km, i 25 suonatori scrutarono, a passo d'uomo, ogni metro, ogni centimetro dei lati che fiancheggiano la nazionale. Al tramonto, si intravideo il tamburo sul greto del Leno: mezzo sfasciato, recuperato a braccia, poi rimesso in sesto, lo si continuò a suonare ancora per qualche anno... con un affetto particolare. Il 12.4.1957, il Presidente Mario Prezzi ed i membri MARIANO BAROZZI ed OLIVO VIOLA danno le loro dimissioni, come mai era successo prima. I suonatori, riuniti in assemblea, per permettere la gestione continuativa del Corpo Bandistico decidono di eleggere un comitato provvisorio (formato da Mariano Barozzi, Olivo Viola e GIUSEPPE ZENI), che lavori fino alla reale consegna del patrimonio musicale dalla vecchia direzione alla nuova. Nell'assemblea poi del 20.4.1957, si dimette la direzione dei soci (FRANCO SCUDIERO, FRANCESCO CATTOI e MANSUETO SIMONCELLI). Detta direzione verrà poi rieletta nuovamente con il massimo dei voti. Il 2.5.1957 avviene il passaggio del patrimonio musicale dal presidente dimissionario Mario Prezzi al Comitato suonatori. Durante l'assemblea suonatori del 31.5.1957, comitato e direzione propongono i seguenti articoli, poi approvati da tutta l'assemblea: Che un suonatore uscente che abbia compiuto i tre anni di attività Bandistica mantiene il diritto di suonatore per la durata di 6 mesi dal giorno di uscita e per tutto socio di diritto. Che la direzione che verrà eletta porti a conoscenza a tutti i suonatori uscenti i loro diritti. Il comitato con codesta smette il suo compito e così si passa alle votazioni di direzione suonatori: vengono eletti Mariano Barozzi a pari voti di Giuseppe Zeni (che diverrà presidente), VITO SIMONCELLI. La direzione suonatori dopo aver ringraziato della fiducia data, propone di eleggere due suonatori in aiuto alla stessa: ELIGIO AZZOLINI e RINALDO SIMONCELLI. Detti in caso di votazione in seno alla direzione non hanno diritto di voto. L'attenzione per la divisa è sempre presente: nel giugno del 1958 si comperano delle arpette-fregio per i berretti ed i capolini (L. 13.000), nonché dei copriberretti dalle suore (L. 9.000). La "bandina" si trasforma nel Corpo Bandistico "Don Giuseppe Pederzini" In occasione dell'assemblea generale del 21.1.1959 si decide l'assunzione definitiva della denominazione della banda, chiamandola "Corpo Bandistico di Lizzana - Don Giuseppe Pederzini", onorando con riconoscenza il fondatore e sostenitore (morto il 15.1.1955). Ad ulteriore testimonianza dell'affetto che Don Giuseppe Pederzini nutriva nei confronti della popolazione di Lizzana rimane uno scritto ("Al diletto popolo della pieve di Lizzana"), datato 24.7.1927, del quale riportiamo le ultime righe: "Ci ottenga Floriano che, uniti di mente e di cuore, possiamo fervidamente lavorare perché la fede, la pietà, il buon costume, santo retaggio degli antichi, risplendano di sempre nuova luce, e perché nelle gloriose file dell'Azione Cattolica, che Papa e Vescovo raccomandano e vogliono, Lizzana possa essere sempre all'avanguardia e così possa portare il modesto ma fervido contributo per la restaurazione della società in Cristo e per una Italia più grande e più pura." L'importanza sociale della banda si nota dalle parole dell'Arciprete, che rileva "il bene che l'Istituzione compie concorrendo a rendere più solenni le cerimonie religiose , a mantenere concordi gli animi, a sottrarre gioventù ad altre manifestazioni meno utili quando addirittura pericolose sia per i pericoli del corpo sia soprattutto per quelli morali". Vengono modificati alcuni articoli dello statuto. Dal 1960 in poi, in collaborazione con l'associazione sportiva di Lizzana, si realizzano programmi di vario interesse a sostegno della banda: calcio, pignatte, gimcane e spettacoli teatrali vengono organizzati nel teatro e nel piazzale dell'Oratorio, ai giardini. Si realizza anche il palco armonico smontabile, con dorsale in tela per consentire una migliore acustica ed impianto luce per i concerti notturni. Molti di questi lavori sono eseguiti direttamente dai suonatori. Nel 1960 si realizzano 29 servizi: 10 nel paese e 19 fuori. Il maestro Anzelini, causa età e malattia, viene sostituito, con l'intervento del presidente Giuseppe Zeni e dopo aver ottenuto il consenso dei suonatori dopo l'assemblea plenaria del 20/21.1.1961, dal maestro SANDRO SARTORI (in contatto con la banda già dal 1956). I membri di direzione, causa il molto lavoro da svolgere, vengono portati da 3 a 5 persone. Nelle sedute di direzione, si richiama sempre all'ordine i suonatori poco frequenti alle prove: il Presidente ed il Segretario intervengono più volte per richiamare i più indisciplinati e vengono addirittura nominati due incaricati alla disciplina del sodalizio. Diventa un cruccio pure l'ora di inizio delle prove: si raccomanda puntualità e si sincronizzeranno gli orologi sulle ore 21.00. Per ottener contributi ci si rivolte ad ogni occasione anche all'Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione. L'ottenimento di contributi provinciali e regionali impegna maggiormente il complesso, fra le maggiori bande trentine in fatto di prestazioni di servizio: per migliorare la qualità del suono, ci si incarica della revisione e sostituzione di alcuni strumenti (affrontando una spesa considerevole), nonché di dotare la sala prove di teli pendenti dal soffitto per ammorbidirne il suono. Nel 1962 nasce, quale appendice del corpo bandistico e con elementi dello stesso, la fanfara degli alpini, per merito di Mansueto Simoncelli. La cena di Santa Cecilia è ormai un appuntamento a cui non poter più rinunciare, pur nella tipicità dei piatti: il menù era tradizionalmente costituito da trippe e gulasch, nonché frutta e vino nostrano. Nell'assemblea dei suonatori del 18.1.1963 si decide di portare la direzione a 5 membri con diritto di voto ed altri 5 come aiuto per lo sbrigo del lavoro, di anno in anno sempre più vasto. Per merito dell'arciprete don PIERINO RAFFAELLI, in occasione del restauro dell'Oratorio, si realizza la nuova sala per le prove, nonché sede per la Banda, dotata anche di teli acustici. Nell'agosto del 1963 la banda partecipa ad un concertone a Riva, consolidandone l'affermazione: rimane solo il problema delle nuove divise. Intanto il crescere del complesso appare automatico e spesso i corsi allievi garantiscono non solo le mete raggiunte, ma di mirare alle ulteriori con ampliata strumentale. La prima divisa Alla fine del 1963 l'idea divise è già una pratica in corso (dopo anni di posticipazioni) e si pensa ogni maniera per fronteggiarne la spesa. La domenica prima di Natale (il 22.12) molti si prestano a girare nel paese, di famiglia in famiglia, col seguente volantino:
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CORPO BANDISTICO DI LIZZANA
"Don Giuseppe Pederzini" Lizzana, 22 dicembre 1963.
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Carissimi concittadini di Lizzana,
siamo lieti di renderVi partecipi della decisione del nostro Corpo Bandistico di dare ai suoi componenti una adeguata "divisa". Questa realizzazione segnerà la terza luminosa tappa di un lusinghiero sviluppo del nostro Corpo che costituito a "fanfara" nel 1928, già nel 1946 si formò in "Banda". Infatti al giorno d'oggi non bastano più un buon numero di strumenti e delle buone esecuzioni, anche l'aspetto coreografico ha la sua importanza, il suo innegabile valore; così la divisa è divenuta per noi, che spesso partecipiamo a manifestazioni commemorative e folcloristiche, una logica necessità. Per realizzare ciò, s'incontra la rilevante spesa che il Corpo Bandistico da solo non potrebbe sopportare perché è facile indovinare il costo di una cinquantina di divise. Per questo ci rivolgiamo a Voi, concittadini, che sempre ci avete sostenuti, certi che il vostro orgoglio vi sproni a rendere più bello e gradito il complesso bandistico che farà sempre onore alla nostra borgata. Il "luccio e la colomba", stemma del paese, sarà il distintivo che le vecchie e le nuove leve della Banda porteranno con orgoglio a Lizzana e nel circondario. Scusateci perciò se Vi preghiamo di mettere la Vostra offerta in questa busta che raccoglieremo il 1° gennaio.
Riconoscenti per la Vostra generosità, Vi salutiamo cordialmente, aggiungendo i migliori auguri di Buon Natale e Capodanno.
I componenti della Direzione
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Le lettere di richiesta alla popolazione faranno raccogliere ben 168.000 lire. L'importanza del gesto è tale che si chiede ai suonatori dotati della nuova divisa (fatta su misura) di impegnarsi a frequentare il Corpo almeno per un anno. Le prime 48 divise, di colore blu, "complete di federe, bottoni e profili (di colore oro, ndr), compresa la stoffa per il berretto e di m. 30 di stoffa a L. 3.300 il m per eventuali nuove divise" vengono contrattate presso la sartoria SETTI di Marco (al prezzo di L. 17.500 cadauna), mentre i berretti ed i fregi (L. 625) vengono cercati presso le case specializzate (Salin di Schio, ma solo durante il 1965), e le cravatte vengono ricercate in quel di Trento. La consegna delle divise è prevista per aprile 1964. Avverrà poi durante la processione per la festa di San Floriano, come da richiesta del sig. Arciprete Don Pierino Raffaelli e dei Soci. La benedizione delle stesse avviene il 28 maggio in occasione della festa del Corpus Domini, durante la messa cantata delle ore 10.00.
La presidenza di Lucio Garniga
Intanto, nell'assemblea generale del 7.3.1964, il presidente Giuseppe Zeni (dopo aver più volte presentato alla direzione, che non le accettava, le proprie dimissioni per motivi di lavoro), lascia l'incarico, durato 8 anni, a LUCIO GARNIGA, già segretario. La banda conta ormai 48 componenti. Le lettere di interessamento alle ditte della zona diventano mezzi di richiamo per ottenere sussidi vari. Durante l'anno, in giugno, il maestro Sartori si dimette: proponeva un diverso modo di effettuare prove (invece di 2 ore con tutto il complesso, sceglieva 2 prove di ore 1 e mezza circa ed 1 ora integrativa di tanto in tanto, con assoluta prevalenza dell'istruzione di famiglie di strumenti). Il complesso musicale (media banda) viene diretto per un periodo dal maestro UMBERTO PERINI, direttore della Musica Cittadina di Rovereto, il quale, per impegni precedenti, non può fare che qualche intervento, rimanendo alla direzione del corpo per un mese, ovvero fino all'arrivo del nuovo maestro. Il signor DESIDERA, proprietario dell'omonima casa musicale di Verona, a cui ci si rivolgeva per l'acquisto di strumenti musicali, si interessa per il nuovo maestro, indicando la persona di VALERIO DE CONCINI, che dirigerà le prime prove il giorno 14.7.1964, migliorando velocemente il complesso con soddisfazione di suonatori e di pubblico. Con il nuovo maestro (assunto con uno stipendio di L. 30.000 mensili per i 6 mesi non comprendenti il Corso Allievi e di L. 15.000 per i 6 mesi del corso: un compenso ritenuto rilevante per le casse della società, anche se modesto per la sua spettanza) la banda partecipa alla festa d'ingresso del nuovo arciprete, don MANSUETO BOLOGNANI, nell'ottobre del 1964. Nel dicembre 1964 finalmente arriva il contributo di L. 500.000 da parte della Provincia, in via straordinaria, per la spesa delle divise già indossate nelle ultime manifestazioni. Il riepilogo di fine anno descrive 30 servizi: 11 concerti e 19 prestazioni varie. Nel 1964 si propone la prima edizione della manifestazione pro banda conosciuta come "Microfono d'Argento": spettacolo sulla falsariga dello Zecchino d'Oro, che ne usava le stesse canzoni e che sarà ripetuto per diversi anni. Il complesso si perfeziona aggiungendo ulteriori strumenti e cogliendo sempre più larghi riconoscimenti in numerose manifestazioni e crescendo nel contempo sopra le 50 unità. Inizia una forte propaganda, da parte di tutti i membri di direzione, per ottenere esibizioni e concerti in varie località turistiche o non. Si pensa all'acquisto, da un po' in cantiere, dei berretti (completi di fregio e fodera bianca), nonché di distintivo ed arpette-fregio in metallo. Il tesseramento arriva a 193 soci: in gran parte in Lizzana, ma sempre più dalla vicina Lizzanella. I suonatori si aggirano sui 54-55 componenti. In occasione della festa patronale di S. Floriano del 1965, ricorrendo il 40° dell'esodo della popolazione di Lizzana per la I^ guerra mondiale, il corpo bandistico offre alla popolazione l'Inno di Lizzana, con testo di ROBERTO PENASA e musica del maestro Valerio de Concini. La prima presentazione avviene a concerto unito con banda e coro degli scolari, davanti ad un folto pubblico e diverse autorità civiche e scolastiche. La forte propaganda (con l'ausilio di foto e delle conoscenze del Maestro Valerio De Concini, al suo 30° anno di direttore di musica) dà buoni frutti: in giugno si prevede un concerto a Riva del Garda, in agosto a Lavarone e Villalagarina, poi alla festa della montagna a S. Barbara in Cadore, Trento, Nomi, in settembre Mattarello ed Arco, concerti a Malcesine ed a Pergine. Ci si rivolge nuovamente alle famiglie del rione per la raccolta di offerte, indispensabili per il risanamento finanziario. Ai primi di ottobre 1965, alcuni consiglieri comunali, muovono la seguente mozione rivolta al Comune di Rovereto:
“
___________
"I sottofirmati Consiglieri Comunali, rilevando diverso trattamento usato dalla Amministrazione Comunale nei confronti dei Corpi Bandistici di Rovereto e Lizzana, ritenendo che gli stessi si equivalgano sia per entità numerica di suonatori, buona volontà da parte degli stessi, del Maestro e Direzioni di proseguire con sempre maggior impegno, bontà di esecuzione, buon nome sia a Rovereto che ai Comuni vicini e alle valli limitrofe; ritenendo ancora che la loro opera onora la collettività roveretana e che pertanto vada in ogni modo e nei limiti del possibile incoraggiata,
c h i e d o n o
che l'Amministrazione Comunale intervenga nei loro confronti con parità di trattamento, sia come apprezzamento della loro opera, sia come forma di concorso per rendere meno difficile l'assolvimento del compito culturale e popolare che si propongono."
___________
”
Si pensa anche all'acquisto di economici impermeabili per salvaguardare le divise in caso di cattivo tempo: l'idea era in cantiere già da molto, ma le risorse finanziarie non lo consentivano. L'acquisto avvenne, al prezzo di L. 2.000 cadauno, presso le Confezioni Impra di Villa Molvena in Vicenza, per n. 68 impermeabili in lilion, modello "Olimpo": n. 5 taglia 44, n. 4 taglia 46, n. 26 taglia 48, n. 20 taglia 50, n. 13 taglia 52. Il 3.10.1966 il maestro de Concini rassegna le dimissioni, impegnandosi a dirigere la Banda fino alla vicina data di scadenza del contratto (15.10). Dopo un periodo di transizione, viene chiamato il maestro EMIDIO CARULLI, diplomato in trombone, nonché professore dei licei musicali di Trento e Rovereto. Gli anni Sessanta sono un decennio di grandi cambiamenti per la società ed anche la Banda ne subisce l'influenza. Del resto un famoso detto dice "chi si ferma è perduto" ed in questo periodo di grande sviluppo in tutti i campi capacità e determinazione portano ad ottimi risultati. La persona nella Banda che più "vede lontano" è Lucio Garniga. Presidente dal 1963 è coadiuvato da una Direzione attiva e volenterosa, impiega qualche anno a dare alla Banda un assetto definitivo (sono cambiati quattro maestri in quattro anni) sul quale meglio lavorare. L'arrivo del Maestro Carulli e le manifestazioni del 40º di fondazione segnano una svolta definitiva e l'inizio di un periodo particolarmente felice per il complesso bandistico. Non a caso, nel `68 si rafforzano le esibizioni fuori provincia e fuori regione come a Merano, Malcesine, Varallo Sesia, Bergamo, mentre dal lato musicale la Banda cresce sia per opera del Maestro Carulli, sia per opera dei corsi allievi, che ogni anno propongono dei giovani da inserire nell'organico.
Gli anni '70
Sono gli anni nei quali c'è moltissimo entusiasmo nelle varie componenti, vengono acquistate le giacche bianche con i cordoni oro, nasce il gruppo delle Tamburine, le attuali Majorettes. La presenza femminile si ritrova anche in ambito musicale con le prime suonatrici: le sorelle Pia Rosa e Fernanda Vigagni, Maria Caracristi e Cristina Bellencin. Sono in voga in questo periodo i concertoni con diverse bande (Pergine, Rovereto, Mezzacorona), mentre Lizzana è chiamata sempre più ad impegni fuori regione, dove è sempre più stimata e conosciuta. Nel `71 entra nel mondo bandistico GIANNI CARACRISTI come insegnante dei corsi; la sua vena musicale sarà negli anni futuri un pilastro per il Corpo Bandistico. Per la prima volta la cena di fine anno viene fatta al Ristorante e per il gruppo queste serate di ritrovo, così come i viaggi di trasferimento per i servizi, sono momenti di grande affiatamento ed amicizia. Ogni anno si acquistano 5 o 6 strumenti ed in questo modo il parco strumenti ringiovanisce a favore dell'intonazione ed anche dell'estetica. Nel febbraio del `72 la banda viene chiamata a Milano alla casa discografica Durium per la registrazione di un disco: "Inno al Meeting" in occasione di una manifestazione sportiva sulla neve; memorabile, in quella circostanza, il concerto serale davanti al Duomo alla presenza di centinaia di persone. In questa prima metà degli anni settanta, iniziano le esibizioni d'assieme degli allievi, precursori dell'attuale "bandina", mentre la banda si accinge a svolgere due trasferte storiche: ad Innsbruck ed in Sicilia. La prima trasferta all'estero , nonché prima di una lunga serie di esibizioni nella capitale del Tirolo, segna un momento importante per il complesso: in quell'occasione la Banda è ricevuta al consolato italiano ed in municipio. Sotto la direzione del Maestro Carulli, si esibisce inoltre nella famosa "Maria Teresa Strasse" e sotto il Tetto d'Oro, presentata dalla maestria teatrale del "Nando da Ala", istrione d'altra epoca, molto amico della Banda. La trasferta siciliana, maturata in breve tempo e quindi con poca organizzazione, permette di fare alla Banda delle grosse esperienze di unità e convivenza. Lo spirito di collaborazione riesce a superare le immancabili difficoltà: trasferimenti in treno senza prenotazione, interminabili sfilate, concerti notturni, ragazzini che si attaccano ai finestrini dei pullman per salutare le nostre ragazze. In questa occasione la banda si è esibisce in molte località alle pendici dell'Etna, da Acireale a Linguaglossa, da Zafferana Etnea a Motta S. Anastasia, lasciando un segno indelebile soprattutto all'interno del Corpo Bandistico.
Il "periodo Caracristi"
Alla fine del `75 i rapporti con il Maestro Carulli, direttore da una decina d'anni, si incrinano fino a troncarsi del tutto nel gennaio `76. Dopo varie assemblee dei suonatori si elegge Maestro Gianni Caracristi, in ballottaggio con ROLANDO PREZZI e PAOLO SIMONCELLI. Il 30 gennaio, con un po' di emozione generale, Caracristi dirige la prima prova, mentre si sono già presi accordi per una nuova trasferta ad Innsbruck e viene formato un comitato per i festeggiamenti del 50º anniversario di fondazione del Corpo Bandistico. Caracristi porta la Banda a fare subito delle nuove esperienze, proponendo dei concerti con l'apporto di cori; i pezzi musicali proposti sono i classici "Nabucco", "I Lombardi alla prima crociata", nonché inni come "Campana squilla", "Inno alla gioia", "Inno a Lizzana". Il 1977, anno del 50º, viene festeggiato con varie manifestazioni: la pubblicazione di un libro, congressi su temi bandistici, riconoscimenti vari ed una rassegna bandistica nei piazzali dell'Oratorio. L'anno del 50º è anche ricordato come uno dei più intensi come attività esterna del Corpo Bandistico. E` a Capodanno del 1978 che, con un po' di timore reverenziale nei confronti del tradizionale e ben più importante concerto di Vienna, la banda si esibisce nel salone Asburgico del Casinò di Arco. Questo appuntamento, che si ripeterà ininterrottamente per 14 anni, crea una tradizione al punto che i numerosi spettatori, dopo qualche anno, dovranno presentarsi in sala con largo anticipo per riuscire a trovarvi posto. Una curiosità: il concerto per qualche anno viene anche diffuso alla radio, per permetterne l'ascolto ad ammalati ed anziani. La divisa della banda è di colore blu, fettucce gialle ai pantaloni, giacca bianca per le grandi occasioni. Tuttavia, in estate emerge l'esigenza di esibirsi senza giacca; viene quindi acquistata una maglietta con manica corta. L'occasione per indossarla è il 4 agosto a Vigolo Vattaro. La maglietta però, pur essendo bella, è in tessuto sintetico e si rivela più calda della giacca. Forse qualcuno particolarmente sensibile all'odorato si ricorderà di quella "simpatica" esperienza...
Gli anni '80
Moltissimi avvenimenti segnano la prima metà degli anni '80: di rilievo sono le presenze in televisione a "Ribalta" di TVA con la registrazione di un inno a Francesco Moser. Qui la banda prende confidenza con gli studi televisivi per proporsi più avanti nella ben più importante trasmissione "Ciao Gente" su Canale 5. In questa occasione la banda, a Roma tre giorni per le registrazioni, ha modo di esibirsi in piazza San Pietro ed all'udienza Papale nella sala Nervi in Vaticano. La popolarità del complesso, soprattutto a livello folcloristico, non teme confronti; la banda viene chiamata al carnevale internazionale del Pollino in Calabria, tre anni consecutivi ad Innsbruck, al carnevale di Viareggio e si concretizza il gemellaggio con la banda di Hofen, un quartiere di Stoccarda. In questi anni viene realizzato il poster alla Campana dei Caduti, tuttora la migliore foto del complesso. Continuano i successi con i concerti alla Filarmonica e l'8 marzo del 1985 viene aperto alle bande pure il teatro Zandonai, fino a quel momento molto refrattario ad ospitare quel tipo di manifestazione. La banda di Lizzana vi si esibisce in uno storico concerto con oltre 200 coristi. Ma non è tutto oro quello che luccica: forse non tutti si ricordano il giorno e l'anno, ma chi c'era si ricorderà sicuramente il peggior concerto eseguito dalla banda di Lizzana. Era il 9 settembre 1984, teatro la Piazza di Borgo Valsugana: la colpa ricadde sui suonatori mancanti, il sole pomeridiano, il caldo... ma soprattutto sul pranzo ben "annaffiato". Sempre nel 1985 viene realizzato il primo depliant ed iniziano i corsi di ginnastica per allieve majorettes. La batteria entra a far parte degli strumenti della banda, mentre viene studiata e realizzata la nuova divisa: uno smoking azzurro con stola bordò. Se non c'è nulla da dire sulla divisa, moltissime discussioni avvengono per il copricapo alla francese. Il carattere e l'autorità del Presidente Lucio Garniga riescono ad appianare ogni discussione. Nel 1986 si festeggiano i dieci anni della direzione Caracristi e, con una trasferta nella città di Stoccarda, si suggella il gemellaggio con la banda di Hofen. Si inizia a pensare alla ricorrenza del 60° di Fondazione, per cui viene formato un comitato per i festeggiamenti che organizza, a giugno del 1987, una festa popolare con manifestazioni di vario genere: culturali, sportive e folcloristiche. Da segnalare che già da qualche anno l'organizzazione del Corpo Bandistico propone i "concerti delle 11", una iniziativa culturale che propone, la domenica mattina, dei concerti in Chiesa. Nel 1988 si mettono in programma ben quattro appuntamenti internazionali: si invita la banda di Hofen, si va in Cecoslovacchia per poi invitare lo stesso anno la relativa banda gemellata, si parte quindi per Stoccarda, in settembre, per concludere il gemellaggio tedesco. La trasferta in Cecoslovacchia ed il conseguente scambio con la banda di Marianske Lazne riveste un particolare interesse storico in quanto ricorre il 70º anniversario del primo conflitto mondiale e dello sfollamento delle popolazioni della Vallagarina in Boemia e Moravia. Se ne commemora il ricordo negli incontri con le autorità a Marianske Lazne e Praga, ma soprattutto a Slop, luogo nel quale trovarono rifugio molti abitanti di Lizzana. In questa tournée la banda si esibisce in molte città della Cecoslovacchia: Marianske Lazne, Karlovi Vari, Pilsen, Brno, nonché Praga, nella suggestiva piazza dell'orologio e nell'immensa piazza Venceslao, solo pochi mesi dopo teatro delle maggiori rivolte popolari contro il regime. L'atmosfera fredda dei mesi preparatori alle sommosse non permette alla comitiva italiana di instaurare rapporti con la popolazione locale, come è solita fare, cogliendone il calore solo in poche occasioni. Testimone del clima di quei periodi è il ricordo che, pur effettuando un gemellaggio con la banda di Marianske Lazne, durante la nostra trasferta non abbiamo incontrato i componenti di questo gruppo se non ad una serata di ballo, tenutasi sotto stretta sorveglianza. Altro episodio curioso accaduto a Praga è che abbiamo dovuto disdire un concerto in un grande teatro... perché c'era solo uno spettatore (che poi ha invitato alcuni di noi in una birreria). Probabilmente non era stata fatta pubblicità al concerto e comunque "qualcuno" non era contento che la gente locale assistesse ad uno spettacolo del mondo occidentale. Il resto del programma di manifestazioni del 1988 si svolge come previsto fino a settembre. Ma quando si deve organizzare la trasferta a Stoccarda emerge tragicamente un problema di salute del Presidente Garniga. La Direzione e i suonatori, riunitisi in più serate sembrano allo sbando: dopo 25 anni di conduzione del complesso, la mancanza di una persona decisa e notevolmente carismatica fa sentire il suo peso. Si sceglie di non andare a Stoccarda, chiedendo ad un'altra banda di sostituirci e preferendo rimanere, in un momento difficile, vicino al Presidente ed alla sua famiglia. Passa qualche mese, ma l'aggravarsi della malattia porta alla prematura scomparsa del Presidente. All'unanimità la Direzione elegge come sostituto il fratello CARMELO GARNIGA, già da molti anni membro del direttivo con l'incarico di cassiere. In questa fase la banda subisce un grosso scossone che porta ad un cambiamento generazionale nel direttivo. L'attività è però intensa, viene rifatto lo statuto, aggiornandolo ai tempi moderni, e viene effettuata una trasferta a Forchheim in Germania con un concerto anche a Monaco di Baviera nella famosa Odeonplatz.
Gli anni '90
Nel 1990 ancora una grande trasferta: la banda si reca in Bulgaria al festival internazionale del folclore di Velingrad. Il complesso di Lizzana può così confrontarsi con gruppi tedeschi, inglesi e bulgari, ma è l'accoglienza della popolazione, semplice e sincera, che rimane nel cuore dei bandisti e degli accompagnatori. Si ricordano ancora con tenerezza le bambine che offrivano fiori di campo alle nostre ragazze, mentre ai bandisti veniva chiesto di onorare i tavoli dei ristoranti bevendo vino in compagnia dei clienti. Conferma di una trasferta proprio ben riuscita è la continua corrispondenza tra persone italiane e bulgare conosciutesi in quella occasione. Nello stesso anno, in settembre, la banda si reca a Ginevra, dove riscuote un incredibile successo nel concerto al teatro tenda gremito di italiani che lavorano in Svizzera. Da segnalare l'esperienza di dormire in uno dei numerosi rifugi antiatomici svizzeri. Nei primi mesi dell'anno viene approvato, dopo varie sedute, il nuovo Statuto (riportato integralmente alla fine di questo libro). Si parla verso gli anni `90 della "provincia di Rovereto": anche la banda di Lizzana da una mano a questa tesi quando viene chiamata alla Domenica sportiva, classica trasmissione su RAI 1 della domenica sera. Il presentatore Sandro Ciotti presenta infatti la "banda di Lizzana in provincia di Rovereto". Giornali locali e nazionali, oltre naturalmente alla trasmissione "Blob", danno molto risalto alla gaffe, peraltro risolta da Gianni Caracristi dietro le quinte con un "vedi Sandro, alla Provincia di Rovereto in verità ci stiamo ancora pensando!" Nel 1991 si invita la banda bulgara di Velingrad nel contesto di una rassegna bandistica. Questo invito prestigioso porta un notevole impegno finanziario per la banda: per le difficoltà finanziarie bulgare, vengono inviati ai nostri ospiti anche i soldi per il trasporto (tremila dollari). Grazie però alla festa popolare organizzata ed all'impegno di tutti si riesce a far fronte alle spese con notevole soddisfazione. Verso fine anno il maestro Caracristi, forse stanco dei troppi impegni, decide di lasciare la direzione dopo essere stato in cattedra per circa sedici anni. La decisione presa amichevolmente è irrevocabile e quindi si ricerca un nuovo maestro, che viene individuato nella persona di MARCO CARPITA, prima tromba della banda. Nonostante l'assenza di esperienza, Carpita guida la banda ai concerti di fine anno, l'anno seguente nella trasferta a Stoccarda con un indimenticabile concerto nella Liederhalle ed alla prima partecipazione della banda di Lizzana ad un concorso bandistico: il "Flicorno d'Oro" a Riva del Garda. In verità, la mentalità dei suonatori di Lizzana non è molto aperta a questo tipo di manifestazione; tuttavia l'entusiasmo di Carpita trascina Direzione e suonatori ad intraprendere questa esperienza. Mentre l'affiatamento tra suonatori e Maestro si concretizza sempre più, arriva la decisione di Carpita di lasciare l'incarico per motivi personali nei primi mesi del 1993. Nel 1993 MASSIMO SIMONCELLI, il nuovo Maestro, guida la banda alle prestazioni già organizzate, tra le quali spicca la trasferta a Kufstein ed Innsbruck.. Nel 1994 si affronta la trasferta a Korcula (Croazia), ospiti di una comunità tesa nell'affrontare un periodo molto triste. Nonostante questo, la comitiva italiana è accolta in modo esemplare, ed anche le persone prima titubanti per lo stato di guerra della nazione Croata si devono ricredere. Si instaura così un'amicizia che ci porta ad invitare la prima settimana di settembre di quest'anno, nel contesto delle manifestazioni del 70º di fondazione, gli amici del Gruppo Folcloristico "Moreska". Sempre nel 1994 la banda raccoglie l'invito della Federazione di partecipare al concorso di classificazione per bande trentine in programma a Riva del Garda, raggiungendo la 2^ categoria. Le Majorettes nel concerto di inizio anno al teatro Zandonai propongono il Can Can, con i classici costumi da saloon. Questa esibizione è un punto di arrivo molto importante per il gruppo Majorettes, sia dal punto di vista coreografico che da quello organizzativo. La banda da ormai due decenni effettua circa 45 servizi all'anno, dei quali un terzo concerti ed il resto prestazioni folcloristiche e sfilate. L'organico già da molti anni è stabilito sulle 50 - 55 unità più le majorettes che oscillano tra le 20 e le 30 unità. L'attuale struttura del Corpo Bandistico permette di proporre sia concerti in teatro che concerti folcloristici, con l'apporto coreografico delle majorettes. Nei primi mesi del 1996 scadono i mandati per la Direzione ed il Presidente Garniga manifesta l'intenzione di non candidarsi per motivi personali. Viene formato il nuovo direttivo che al suo interno elegge nella persona di RENZO BRAUS il nuovo Presidente. Nuovi ed importanti appuntamenti attendono la Banda di Lizzana: una trasferta ad Augsburg in Germania, la partecipazione alla seconda edizione del concorso di classificazione per bande trentine (dove si conferma in 2^ categoria) e l'incisione del Compact Disc presso la Sala Zandonai, nell'ambito della manifestazione del 70º anniversario di fondazione. Iniziano le riunioni del comitato per il 70º, che si prefigge di festeggiare questa ricorrenza con due rassegne bandistiche, una mostra fotografica, concerti nelle scuole, il primo compact disc e questa pubblicazione rievocativa.
Gli anni '90
Nel 1990 ancora una grande trasferta: la banda si reca in Bulgaria al festival internazionale del folclore di Velingrad. Il complesso di Lizzana può così confrontarsi con gruppi tedeschi, inglesi e bulgari, ma è l'accoglienza della popolazione, semplice e sincera, che rimane nel cuore dei bandisti e degli accompagnatori. Si ricordano ancora con tenerezza le bambine che offrivano fiori di campo alle nostre ragazze, mentre ai bandisti veniva chiesto di onorare i tavoli dei ristoranti bevendo vino in compagnia dei clienti. Conferma di una trasferta proprio ben riuscita è la continua corrispondenza tra persone italiane e bulgare conosciutesi in quella occasione. Nello stesso anno, in settembre, la banda si reca a Ginevra, dove riscuote un incredibile successo nel concerto al teatro tenda gremito di italiani che lavorano in Svizzera. Da segnalare l'esperienza di dormire in uno dei numerosi rifugi antiatomici svizzeri. Nei primi mesi dell'anno viene approvato, dopo varie sedute, il nuovo Statuto (riportato integralmente alla fine di questo libro). Si parla verso gli anni `90 della "provincia di Rovereto": anche la banda di Lizzana da una mano a questa tesi quando viene chiamata alla Domenica sportiva, classica trasmissione su RAI 1 della domenica sera. Il presentatore Sandro Ciotti presenta infatti la "banda di Lizzana in provincia di Rovereto". Giornali locali e nazionali, oltre naturalmente alla trasmissione "Blob", danno molto risalto alla gaffe, peraltro risolta da Gianni Caracristi dietro le quinte con un "vedi Sandro, alla Provincia di Rovereto in verità ci stiamo ancora pensando!" Nel 1991 si invita la banda bulgara di Velingrad nel contesto di una rassegna bandistica. Questo invito prestigioso porta un notevole impegno finanziario per la banda: per le difficoltà finanziarie bulgare, vengono inviati ai nostri ospiti anche i soldi per il trasporto (tremila dollari). Grazie però alla festa popolare organizzata ed all'impegno di tutti si riesce a far fronte alle spese con notevole soddisfazione. Verso fine anno il maestro Caracristi, forse stanco dei troppi impegni, decide di lasciare la direzione dopo essere stato in cattedra per circa sedici anni. La decisione presa amichevolmente è irrevocabile e quindi si ricerca un nuovo maestro, che viene individuato nella persona di MARCO CARPITA, prima tromba della banda. Nonostante l'assenza di esperienza, Carpita guida la banda ai concerti di fine anno, l'anno seguente nella trasferta a Stoccarda con un indimenticabile concerto nella Liederhalle ed alla prima partecipazione della banda di Lizzana ad un concorso bandistico: il "Flicorno d'Oro" a Riva del Garda. In verità, la mentalità dei suonatori di Lizzana non è molto aperta a questo tipo di manifestazione; tuttavia l'entusiasmo di Carpita trascina Direzione e suonatori ad intraprendere questa esperienza. Mentre l'affiatamento tra suonatori e Maestro si concretizza sempre più, arriva la decisione di Carpita di lasciare l'incarico per motivi personali nei primi mesi del 1993. Nel 1993 MASSIMO SIMONCELLI, il nuovo Maestro, guida la banda alle prestazioni già organizzate, tra le quali spicca la trasferta a Kufstein ed Innsbruck.. Nel 1994 si affronta la trasferta a Korcula (Croazia), ospiti di una comunità tesa nell'affrontare un periodo molto triste. Nonostante questo, la comitiva italiana è accolta in modo esemplare, ed anche le persone prima titubanti per lo stato di guerra della nazione Croata si devono ricredere. Si instaura così un'amicizia che ci porta ad invitare la prima settimana di settembre di quest'anno, nel contesto delle manifestazioni del 70º di fondazione, gli amici del Gruppo Folcloristico "Moreska". Sempre nel 1994 la banda raccoglie l'invito della Federazione di partecipare al concorso di classificazione per bande trentine in programma a Riva del Garda, raggiungendo la 2^ categoria. Le Majorettes nel concerto di inizio anno al teatro Zandonai propongono il Can Can, con i classici costumi da saloon. Questa esibizione è un punto di arrivo molto importante per il gruppo Majorettes, sia dal punto di vista coreografico che da quello organizzativo. La banda da ormai due decenni effettua circa 45 servizi all'anno, dei quali un terzo concerti ed il resto prestazioni folcloristiche e sfilate. L'organico già da molti anni è stabilito sulle 50 - 55 unità più le majorettes che oscillano tra le 20 e le 30 unità. L'attuale struttura del Corpo Bandistico permette di proporre sia concerti in teatro che concerti folcloristici, con l'apporto coreografico delle majorettes. Nei primi mesi del 1996 scadono i mandati per la Direzione ed il Presidente Garniga manifesta l'intenzione di non candidarsi per motivi personali. Viene formato il nuovo direttivo che al suo interno elegge nella persona di RENZO BRAUS il nuovo Presidente. Nuovi ed importanti appuntamenti attendono la Banda di Lizzana: una trasferta ad Augsburg in Germania, la partecipazione alla seconda edizione del concorso di classificazione per bande trentine (dove si conferma in 2^ categoria) e l'incisione del Compact Disc presso la Sala Zandonai, nell'ambito della manifestazione del 70º anniversario di fondazione. Iniziano le riunioni del comitato per il 70º, che si prefigge di festeggiare questa ricorrenza con due rassegne bandistiche, una mostra fotografica, concerti nelle scuole, il primo compact disc e questa pubblicazione rievocativa.
Per concludere....
Si ringrazia...
E' doveroso ricordare tutte quelle persone che, pur non citate, hanno permesso a Maestri e Presidenti di svolgere bene il loro compito, affiancandoli nel lavoro.
Nota della redazione
Si ricorda che nella stesura di questo volume si è voluto dare priorità alla banda intesa come un unico insieme, non come singole persone, anche se molto importanti ai fini dei risultati ottenuti.
La convinzione è che per raggiungere numerosi e più importanti traguardi sia determinante l'insieme del complesso, ed è questo che bisogna salvaguardare maggiormente.
Bibliografia
- Verbali e libro-cassa della Fanfara di Lizzana
- Verbali del Corpo Bandistico "Don G. Pederzini" di Lizzana
- Corpo Bandistico "don G. Pederzini" Lizzana 1927 - 1967 - 40° di fondazione - Lizzana, Festa del Corpus Domini 25.5.1967
- Arriva la banda... 50 anni di feconda attività del Corpo Bandistico di Lizzana - Arti Grafiche Longo - Rovereto - 1977
- "Lizzana, le sue origini, la sua storia", Roberto Penasa Ed. Pezzini 1979
-
- Rovereto e le sue tradizioni bandistiche - Antonio Carlini - Annely Zeni - Edizioni Musica Cittadina Riccardo Zandonai - Rovereto - Manfrini R. Arti Grafiche Vallagarina S.p.A. - Calliano (TN) - dicembre 1995
-
- "In banda", Antonio Carlini, Antonio Cembran, Armando Franceschini 1990